Liliane Tami

Critica alle Pin Up

Negli anni ’30 l’americano Richard Drew inventò e mise in commercio il nastro adesivo. Questa scoperta venne apprezzata molto dai soldati americani che, durante la seconda Grande Guerra, ne usarono a bizzeffe… per attaccare poster di donne nelle loro caserme. Ma queste Pin Up (attaccate su) erano davvero le uniche donne guardate dagli americani mentre bombardavano le geishe giapponesi ? Assolutamente no. Molte ragazze erano, infatti, raffigurate vestite ed in contesti casalinghi.

Pensare che un soldato, in procinto di farsi massacrare al fronte guardava le donne come semplici pezzi di carne con cui divertirsi è riduttivo. Infatti, i poster ed i calendari di volgari donne mezze nude erano spesso affiancati da immagini raffiguranti le stesse donne vestite ed in intente a svolgere le faccende di casa, o persino in chiesa a pregare.

Il soldato, costretto a patire le pene della trincea, sognava una donna da amare che potesse gentilmente prendersi cura di lui, confortarlo ed accudirlo. Evidentemente, chi ha rischiato la vita per la patria e la propria prole non ha intenzione di tornare a casa e ritrovarsi in camera da letto una femminista aggressiva che può privarlo della pace e della serenità tanto agognate. Quindi, paradossalmente, tra gli uomini sporchi di fango al fronte , costretti tutto il giorno a sentir urla e minacce, andava molto più di moda l’immagine della brava mamma di famiglia tutta casa-chiesa-scuola rispetto alla donna selvaggia e focosa tanto osannata oggigiorno.

I più grandi disegnatori di pin up di quei tempi sono infatti ricordati sia per le loro ragazze in bikini – sensuali ma mai volgari- che per i loro quadretti melensi di famiglie perbene. Gil Elvgren, artista nato nel 1914 e Andrew Loomis, nato nel 1892, erano i disegnatori di pin up più amati nelle caserme militari. Gran parte delle loro produzioni artistiche, eseguite con l’idea di confortare i soldati in battaglia, rappresentava proprio quel tipo di donna rozza e volgare che noi chiamiamo Pin Up. Ma, accanto a queste produzioni..vi erano anche ritratti di quelle donne “perbene”, tutte casa-chiesa-scuola che oggigiorno fanno inorridire tanto le femministe.

Attualmente il termine pin up è stato erotizzato al massimo ed estratto dalla sua funzione “terapeutica”, come dimostrano le opere dell’artista contemporanea Olivia de Berardinis. Le sue donne, maliziose e fortemente erotiche, sono indubbiamente eccitanti, ma difficilmente potrebbero motivare un soldato a sacrificarsi in guerra per il nobile ideale della famiglia tradizionale. Per quanto un individuo post-moderno possa dirsi emancipato, libero da dogmi, edonista e figlio del capitalismo israelo-americano, non potrà mai estirpare totalmente la naturale tendenza istintiva al ricercare un oikos famigliare rasserenante, pudico e protetto.

La donna Pin Up ” vecchio stile”, che inizialmente era stata disegnata ancora abbastanza mansueta, pudica, dai modi dolci che e si prende cura del militare, è degenerata in fretta. La fine della guerra ha riportato gli uomini a casa e li ha fatti in fretta annoiare della fedeltà, così, negli anni 50 con Betty Page ed altre modelle, si è inaugurata una nuova era: quella della pin up – prostituta a cui tutte le donne….possono ambire. Contente loro.

http://www.barbadillo.it/32727-pop-le-prime-pin-up-nei-poster-dei-soldati-icone-focolare/