Liliane Tami

David LaChapelle- Misticismo erotico.

Quando la blasfemia è a portata di tutti

Giordano Bruno e Domenico Scandella, uccisi dalla Santa Inquisizione, se vedessero le opere d’arte di LaChapelle si rammaricherebbero profondamente diagnosticando l’iperbole grottesca che è stata fatta della loro battaglia filosofica.

Una volta la critica alla religione era un lusso riservato solo a filosofi e scienziati, mentre oggi la blasfemia e la bestemmia hanno perso il loro élitarismo. L’insulto al sacro, essendo un divertimento e non più un’azione mossa da ideali etici/politici, è diventato un bene di consumo tollerato dalla chiesa perchè funzionale alla macchina del capitalismo globale di cui anche essa fa parte.

Se Dio si facesse di LSD, il suo paradiso sarebbe identico agli scenari surreali allestiti dal fotografo David LaChapelle. E, siccome molti preti oggi accettano veramente le teorie di liberalizzazione delle droghe leggere ed accettano che lo stato italiano dia soldi a profughi di altri fedi, non c’è da stupirsi che le sue opere vadano tanto di moda.

Arte come specchio sociale

Quest’artista, nato nel 1963 l’11 marzo come Torquato Tasso, -il più folle ma geniale dei poeti rinascimentali- è stato scoperto da Andy Warhol. Le sue fotografie sono l’eredità artistica, assieme ai graffiti di Banksy, che lasceremo ai posteri della nostra era storica. E c’è da chiedersi cosa penseranno di noi.

La Magna Grecia, il Rinascimento, il Romanticismo, il Reich tedesco ed altri periodi hanno lasciato delle opere ricche di significati etici ed estetici, e nei successori tali eredità suscitano odio o ammirazione. L’età post-moderna, con la pretesa di portare al degenero persino l’etica, oltre l’estetica, lascerà opere che anziché scatenar pathos susciteranno solo interrogativi. I nostri bisnipoti, ammesso che ci saranno, si chiederanno perché mai una società dovrebbe apprezzare un artista che la denigra, ritraendola nelle sembianze di un cristo travestito agonizzante tra le macerie dell’apocalisse.

Post-moderno: Entartete Kunst und Ethik

La decostruzione e la ricostruzione di temi religiosi mischiati impunemente con oggetti trash di uso quotidiano sono esattamente ciò che sta avvenendo al mondo moderno dalla seconda guerra mondiale in poi. Le religioni, per mezzo del cosiddetto ” new age” ( nuova maschera dell’ebraismo), si stanno fondendo e decostruendo a vicenda l’una con l’altra, diventando una guazzabuglio incomprensibile di simboli sacri privi però di ogni minimo contenuto etico e morale.

Il degenero – in ogni sua forma- diventa sacro

Le sue creazioni, maestose ed inquietanti, sono come dei Frankenstein di celebrities holliwoodiane, simboli cristiani e scenari onirici cuciti assieme. Il suo stile volutamente eccessivo ed a volte grottesco è ben identificabile grazie all’uso esagerato di colori acidi e riprese panoramiche con personaggi assurdi. I suoi montaggi, ora sublimi ora apocalittici, riescono ad unire Angelina Jolie con la Madonna vergine riuscendo a dare l’impressione di essere una cosa perfettamente normale. La sua ricerca artistica, che oscilla tra il sacro ed il profano, tra il feticismo ed il misticismo, richiama quella la raccolta di poesie di Baudelaire ” Paradisi artificiali”. Le gigantografie di Lachapelle sono molto apprezzate dai “lettori” di ” Play Boy” e dai nuovi collezionisti d’arte,e questo lascia capire quanto tra le due categorie non vi sia oramai più tanta differenza. Aldilà della questione morale e del suo vasto pubblico di omosessuali o di semplici amanti dell’erotismo più ironico, anche riviste del calibro del ” Rolling Stones” o “Vanity Fair” hanno fatto delle sue opere d’arti il loro vessillo. Non sorprende il fatto che, coi suoi Cristi sorretti da pornodive piangenti, sia il fotografocontemporaneo più amato, quotato e controverso del mondo.

Peccato che le sue Madonne Vergini a gambe divaricate, immagine a cui siamo stati assuefatti ed abituati, non ci sembrino più delle bestemmie, bensì ci risultino assolutamente normali, fashion e, soprattutto, vendibili.

L’unica religione ad esser stata profanata è quella greca: nei suoi splendidi deliri cromatici La Chapelle ha bestemmiato profondamente il concetto religioso di Bellezza, inteso come armonia, ordine e funzionalità.

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