Liliane Tami

Le ragazze ruba-mariti: l’analisi

L’antropologo René Girard nel saggio “ Capro espiatorio”, apparso nel 1982, spiega come ogni comunità avverta la necessità di creare un rivale interno al fine di rafforzare il legame che unisce gli individui . Una particolare categoria di persone attualmente arse sull’altare della pubblica morale, di cui gli uomini non parlano per pudore e di cui le donne spettegolano troppo per astio, sono le cosiddette “ zoccolette bionde ruba-mariti”.

Per quanto possa sembrare incredibile, il misterioso mondo dei FILF occidentali di oggi subisce un forte fascino causato delle figlie del regime sovietico di ieri.

Le ragazze dell’est, femminili e non femministe, avendo ricevuto un’educazione da ” macchinetta sovietica per sfornar figli e torte” sono un pericoloso concorrente per tutte le mogli che alzano troppo i toni coi loro mariti. E per quanto dura sia questa verità fatevene una ragione: non è maschilismo, bensì semplice natura.

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Queste avvenenti signorine, in genere ariane di razza o rese tali da una gran devozione al parrucchiere**, sono russe, ungheresi o di un qualche altro paese dell’est e si recano in Italia/Svizzera/Francia/ Germania ecc. per trovare un uomo da sposare. Insomma, la loro grande colpa è frequentare gli uomini per trovare un marito serio e lavoratore che possa garantir loro un futuro da mamme felici e senza preoccupazioni.** Le maligne affermano che queste ventenni “ vanno con gli uomini per la dote nel pantalone, ossia il portafogli”, quando, di fatto, per via della loro appartenenza ad una cultura ancora legata al concetto tradizionale ( ed un po’ maschilista) di famiglia, cercano semplicemente un uomo più grande e più maturo con cui accasarsi.

Queste ragazze, nate aldilà della cortina di ferro, sono la prima generazione di donne “libere” cresciuta nell’Europa dell’est dopo al crollo della DDR e dell grande Blocco Sovietico. A differenze delle ragazze occidentali post-moderne ed emancipate le polacche, le russe e le ungheresi non hanno ancora i geni troppo contaminati dalle femministe sessantottine. Grazie al comunismo ( mi duole scriverlo, ma per quanto lo disprezzi lo preferisco comunque al liberismo filoisraeliano degli USA) loro sono riuscite a mantenere intatta la loro natura femminile e servizievole, quindi nei confronti dell’uomo possiedono un’approccio meno aggressivo rispetto a quello della tipica donna emancipata ed occidentalizzata fino al midollo che disprezza la galanteria e non crede più al principe azzurro. Le donne che più odiano le ragazze giovani ruba-marito, non a caso, sono anche le stesse che vogliono sempre avere l’ultima parola col loro uomo e che del motto ” io faccio ciò che voglio” hanno fatto il loro vessillo.

Una donna sposata ( seriamente) non dovrebbe avere il minimo diritto di fare ciò che le pare e piace e se si ostina a farlo deve anche assumersi la responsabilità di essersi fatta tradire.

La tipica ragazza dell’est, il terrore di ogni madre che fa lavare i piatti al marito e rifiuta di cucinare, non attrae l’uomo sposato solo per il suo essere “figa” fisicamente: In genere lo addesca grazie ai suoi modi, garbati a tavola e servizievoli, che i genitori cresciuti nella dittatura comunista più severa le hanno inculcato fin da bambina. Proprio grazie all’istruzione rigorosa ricevuta e l’infanzia indurita dalla politica di Gorbaciov queste donne sono quelle che , quando vien chiesto loro cortesemente “amore per piacere mi porteresti il caffé a letto” provvedono istantaneamente anziché sbraitare “ ma fattelo da solo, mica sono la tua schiava”.

Se queste ragazze, spesso persino prive di un titolo di studio, sono preferite alle altre donne non è solo in virtù di una mera questione estetica, bensì culturale ed antropologica. Il femminismo, per quanto oramai sdoganato ed imperante, suscita ancora timore ed un velato disprezzo nell’animo più atavico degli umoni : Il genere maschile, per sua natura, vorrebbe solamente viversi la propria vita in santa pace trovando nell’amata una figura rasserenante, stabile e un poco infermierina da cui farsi coccolare/viziare quando torna a casa distrutto dal lavoro. E le femministe, per una loro innata vocazione alla ribellione ed alla contestazione, difficilmente possono dare ad un uomo questa semplicità di cui ha bisogno a lungo termine.

Se adesso abbiamo capito perchè l’uomo favorisce questo tipo di donna, ora cerchiamo di capire perchè queste ragazze, spesso figone pazzesche che sembran fotomodelle, preferiscono andare col tipo “ vecchio riccone calvo con la panza” anziché andare col bel giovanotto palestrato loro coetano.

Semplicemente, i motivi sono due:

1)Innanzitutto oggigiorno i mass-media hanno rincitrullito gran parte della popolazione umana occidentale e non è raro trovare uomini di vent’anni che si comportano e vestono ancora come adolescenti, con ridicole t-shirt sporche e modi totalmente estranei al galateo di base.

2)In secondo luogo la cultura europea avendo dilatato all’infinito l’età della pubertà ha spostato anche l’orologio biologico delle donne europee. Le ragazze italiane, secondo una stima dell’ISTAT, concepiscono il primo figlio, in media, dopo ai 31 anni. In russia, invece, è normale essere madri a 22-23 anni. Quindi, la ragazza dell’est che vuole semplicemente seguire il corso della natura, accasarsi e fare un figlio , come è normale che sia, si trova, suo malgrado, a poter scegliere solo tra uomini che hanno già superato la quarantina, siccome gli altri sono troppo occupati a giocare a far i peter-pan circondati da ragazze “emancipate” che non hanno bisogno di un uomo per essere felici.