Poesie di Liliane Tami
Anno 2020. Inizio d’un nuovo periodo letterario di gusto neoclassico?
Per la prima volta dopo quasi un secolo, la poesia in metrica ha fatto il suo violento e trionfale rientro in scena. Dopo ad un’epoca caratterizzata dall’ uccisione di Dio, teorizzata da Nietzsche, e dalla delegittimazione della razionalità causata dall’invenzione dell’inconscio di Freud, le poesie di Liliane Tami vogliono essere invece un inno al Sacro e alla Ragione. Dopo alle sigarette di Charles Bukowsky, dopo alle tristi e nichilisti follie di Alda Merini s’avverte che la poesia, satura di vizi, decadenza, lussuria e confusione generata dal post-moderno, non è più in grado di rispecchiare lo spirito dei tempi nuovi.
E lo spirito di questa nuova alba si ritrova nei giovani ragazzi identitari e sovranisti, pronti a combattere per lo loro patria con lo studio ed il lavoro, con la cultura e la bellezza. I nuovi rivoluzionari, discreti ma feroci nemici della globalizzazione, vogliono ritrovare quei valori ormai in disuso delle più gloriose epoche passate. Attraverso il ben vestire e il retto vivere, la ricerca della qualità e dell’armonia, in tutti gli ambiti, si cerca di costruire un mondo migliore rispetto a quello degenerato, inquinato e licenzioso che è stato dato in eredità alle nuove generazioni dai sessantottini e dai baby-boomer iper-consumistici. Per questo oggi è necessario far risorgere la poesie in metrica.

Tra i nuovi valori degli antenati vi è anche la poesia in metrica:
Liliane Tami, strizzando l’occhio ai poeti cinquecenteschi, ricalcando la bellezza stilistica dei sonetti composti in strofe ed endecasillabi, con le sue poesie vuole riaprire al mondo la porta della poesia in metrica, che per troppo tempo è rimasta chiusa.
Sonetti forti, eleganti e potenti, dal gusto squisitamente neoclassico ma terribilmente radicati nel qui ed ora. La sua opera, disponibile finalmente in versione cartacea, non lascerà certo indifferenti.