Liliane Tami

Gli intellettuali di sinistra lavoravano per la CIA

CONGRESSO MONDIALE PER LA CULTURA- GLI INTELLETTUALI DI SINISTRA LAVORAVANO PER LA CIA

Secondo dopoguerra. I più grandi intellettuali anti-nazisti scrivevano e producevano arte per il Congresso Mondiale per la Libertà della cultura, ente creato nel 1950 dalla CIA americana. Così si sono imposte le radici dell’attuale cultura editoriale, ed egemone, di sinistra a favore del multiculturalismo, del femminismo e del liberalismo.

La seconda guerra mondiale è stata una battaglia filosofica in cui si è combattuto per o contro lo spirito identitario ed eroico dei singoli popoli. È stata, in breve, la guerra di Adolf Hitler, e gli altri paesi collaborazionisti, identitari e sovrani, contro tutto il resto dell’umanità. La Germania nazionalsocialista è stata massacrata con le armi dalla Russia comunista e dagli alleati democratici e, dopo al Processo di Norimberga che l’ha messa alla gogna giuridicamente, gli eserciti alleati ( U.S.A., Israele, Inghilterra, Francia) si sono impegnati a compiere un lavoro di “denazificazione” culturale e spirituale esteso a tutto il mondo.

I valori dell’opera di denazificazione perpetrata tramite la cultura, le scuole ed i mass-media, erano i seguenti:

– Capitalismo

– Liberismo e democrazia

– Internazionalismo e Anti-razzismo

– Tolleranza verso agli ebrei

– Fluidità dei confini geografici

– Femminismo, abolizione delle distinzioni di genere

– Esaltazione delle libertà viziose ( pornografia, droghe, sigarette, alcolismo)

– Esaltazione dell’arte degenerata, concettuale e senza regole

– Blasfemia, ateismo, assenza di spiritualità, materialismo

L’ente che ha pilotato quest’immensa opera di creazione in un sentimento artistico degenerato ( per usare la terminologia di Hitler) e culturale anti-nazista è stato il World Congress for Cultural Freedom. Il 26 giugno 1950, a Berlino Ovest, presso il Titania Palace, si tenne la prima conferenza del Congresso Mondiale per la Libertà della Cultura (World Congress for Cultural Freedom) con l’obiettivo di promuovere l’idea che la democrazia liberale fosse più efficace dei totalitarismi neofascisti nel portare avanti i valori della cultura, dimostrando a molti intellettuali l’importanza di vivere in virtù del libero pensiero e in un sistema economico capitalista.

Il 1° dicembre 1951, a Roma, nasce l’Associazione Italiana per la Libertà della Cultura, i cui obiettivi vengono definiti in un “Manifesto degli intellettuali”.

In continuità storica con “l’Associazione per la libertà della cultura”, di cui faceva parte meglio della cultura liberale e laica degli anni Cinquanta e Sessanta (filiazione diretta dell’“International Association for Cultural Freedom” , si è formalmente costituito il Congresso Mondiale per la libertà della e nella cultura.

Ispirandosi al ruolo svolto dalla prima Associazione, che seppe svolgere un ruolo essenziale contro i rigurgiti autoritari e neo-fascisti , gli obbiettivi erano: “…la promozione dello Stato di diritto, democratico, federalista e laico, fondato sui diritti umani per contrastare l’abuso delle Ragioni di Stato e di Partito e il progressivo deterioramento in democrazie reali degli Stati detti “democratici”….

Tra gli intellettuali appartenenti a quest’organizzazione nemica delle Nazioni Sovrane e delle identità culturali ed etniche vi erano ebrei, neri, ricchi imprenditori, comunisti e scrittrici femministe, il cui unico obbiettivo era quello di estirpare dal mondo i valori di eroismo, potenza, forza, ordine e disciplina in auge nel Terzo Reich.

GLI AUTORI CHE OGGI STUDIAMO A SCUOLA NE FACEVANO PARTE.

Gli intellettuali più importanti che lavoravano per la CIA, prestando i loro testi al Congresso Mondiale per la Libertà di cultura erano, come riferisce il sito https://www.cmlc.it/chi-siamo/protagonisti/

Isaiah Berlin,

Albert Camus

Ignazio Silone

Hannah Arendt,

Leonardo Sciascia,

Luigi Einaudi,

Benedetto Croce,

Bertrand Russel,

George Orwell

e tanti, tanti altri, come ad esempio l’industriale Adriano Olivetti. Adriano Olivetti, Dopo essersi laureato in ingegneria trascorse un breve periodo negli Stati Uniti, dove ebbe modo di visitare le fabbriche americane e apprenderne i sistemi di produzione. Tornato in Italia, nel giro di pochi anni, sostituì il padre nella conduzione dell’azienda di famiglia la “Ing. C. olivetti & C.”, prima azienda italiana a produrre macchine da scrivere, che egli trasformò in una azienda moderna leader a livello internazionale nel settore della tecnologia meccanica. Durante il periodo fascista, insieme al padre Camillo, a Ferruccio Parri e a Sandro Pertini organizzò l’espatrio del leader socialista Filippo Turati ricercato dalla polizia. Hanna Arendt è oggi una delle autrici più celebri, ebrea, con Albert Camus, a sua volta grande difensore del diritto degli ebrei di insediarsi nel mondo ovunque essi vogliano.

Come riporta il portale italiano dell’ebraismo, http://moked.it/blog/2010/02/07/qui-parigi-gli-ebrei-francesi-incontrano-le-istituzioni-politiche/ , Albert Camus era un grande amico degli ebrei ed infatti Richard Prasquier, ebreo, lo ricorda dicendo “Signore e Signori, vorrei terminare ricordando Albert Camus, nel cinquantesimo anniversario della sua morte. Camus voleva la fratellanza tra gli uomini e combatteva il fanatismo ideologico: La Peste è la più profonda allegoria dello sterminio ad essere mai stata scritta.

Albert Camus era infatti un grande amico degli ebrei e dello Stato di Israele.

Un’altro dei fondatori del gruppo è stato ARTHUR KOESTLER , nato da genitori di origine ebraica. Nel 1926 si trasferì da Vienna in Palestina, dove prese parte all’esperienza dei Kibbutz. Divenne corrispondente da Gerusalemme per un giornale tedesco e nel 1931 tornò in Europa, in Germania dove assunse la carica di co-direttore del Berliner Zeitung am Mittag e si iscrisse al Partito Comunista. Per sfuggire alle persecuzioni naziste nel 1934 si rifugiò in Francia e poi in Spagna per seguire la guerra civile spagnola. Il governo franchista lo catturò e lo condannò a morte, fu salvato dall’intervento della diplomazia britannica. Tornato in Francia, in seguito alla purghe Staliniane, abbandonò il Partito e l’ideologia comunista. Cominciò una fase di forte critica nei confronti del comunismo espressa principalmente nel libro Darkness at noon (1940), romanzo che narra di un uomo del partito bolscevico che diventa vittima del sistema di persecuzioni di cui egli stesso aveva fatto parte. A causa dei suoi eccessi politici, eccessivamente comunisti, la CIA, dopo anni di attività, l’ha espulso dal Congresso Mondiale per la Liberta della cultura.

D’altronde quest’organizzazione non è nata per promuovere la cultura e le arti dei geni in grado di elevare l’anima di un popolo, bensì per divulgare in Europa la propaganda americana a stelle e strisce.