La Corea del Nord fa paura non per le bombe, bensì per la sua struttura ideologica completamente agli antipodi di quella democratica e liberista a cui oggi siamo assuefatti. Mentre nei paesi occidentali, in nome della libertà, la prostituzione, la pornografia, la decadenza e le oscenità sono onnipresenti nella propaganda, la corea del Nord cerca di proteggere i suoi cittadini dalla decadenza morale, dall’auto-distruzione e dal nichilismo imponendo alle donne la censura ed il ben vestire, casto ed ordinato.
Qui in Europa basta andare in un’edicola per vedere giornaletti contenti donne nude e leggere articoli incitanti alla promiscuità, al divertimento edonistico ed ai piaceri carnali. Per non parlare dei mass-media, che trattano blogger come Chiara Ferragni come se fossero delle autorità nel campo del ben vestire, mentre in realtà incitano le giovani a comprare costosissimi e deleteri capi griffato in stoffe sintetiche, senza alcuna forma classica, volgari e privi di buon gusto.
In Corea del Nord tutte le forme di libertà che portano ad uno svilimento dei costumi ed alla perversione morale sono proibiti per legge. Ed i contravventori sono puniti con la morte.
Qui sotto alcune fotografie delle donne della Nord Corea con gli abiti da festa, dai colori sgargianti come secondo la tradizione.
Vediamo un po’, tramite queste fotografie, come sono le donne soggette ad un regime che le costringe a seguire una morale imposta dallo stato: sono belle, sorridenti, ben vestite in modo pudico e liberissime di scegliere la professione che più piace loro, benché la maternità e la vita da casalinga, madre di una numerosa prole, sia sostenuta dal regime e vi siano notevoli agevolazioni fiscali per le madri.

Bariste in una sala da thé, hostess di volo, bariste in un bar, militare, cantanti, e dottoresse… nel paese più socialiste del mondo le donne possono esercitare qualsiasi professione senza rinunciare alla loro grazia e femminilità.
Mihaela Noroc è la fotografa autrice delle immagini sottostanti. Con la sua opera vuole documentare la diversità della bellezza femminile immortalando la pluralità di razze che abitano il mondo.
Racconta sul suo blog: “Per più di due anni, ho viaggiato il mondo con il mio zaino in spalla e la mia fotocamera. In questo ultimo viaggio, ho fotografato la bellezza al naturale delle donne circondate dalla loro quotidianità. Il mio progetto si chiama ”The Atlas of Beauty” (”L’Atlante della Bellezza) ed ha come oggetto la bellezza del nostro pianeta, mostrata attraverso i ritratti delle donne. L’ultima meta del mio viaggio è davvero speciale: la Corea del Nord”. Lei afferma che “L**e donne della Corea del Nord hanno poca dimestichezza con le tendenze globali ma questo non vuol dire che non siano attente al loro aspetto. Al contrario! Hanno una passione per i tacchi alti e solitamente indossano abbigliamenti molto classici. Durante le feste e le occasioni speciali, indossano abiti tradizionali dai colori molto accesi e vivaci. Il mio scopo è quello di continuare a fotografare le donne di ogni paese del mondo, per dimostrare che la bellezza è proprio nelle nostre piccole differenze”.






Le donne che vivono in questo paese, sia che siano maestre di scuola o bariste di periferia, hanno l’obbligo di essere vestite in modo decoroso, pulito ed ordinato. Oggi, purtroppo, in occidente anche le maestre di scuola possono entrare in classe coi capelli colorati, i piercing, i jeans strappati e la t-shirt. Sarà educativo per i bambini avere delle maestre mal vestite?
Qui sopra, Ko Yong Hui, madre del dittatore Kim Jong Un, e sotto il giovane ditatore con sua moglie.


Forse, a volte, è meglio sacrificare la libertà di malvestirsi in nome della moralità e del buon costume collettivo.

Qui sotto, alcune ragazze occidentali, libere di vestirsi come delle imbecilli e di autodistruggersi. Oggi la moda in europa incita le ragazze ad indossare abiti orribili, a colorarsi e rovinarsi i capelli, a comportarsi come delle buzzurre e spendere centinaia di euro per le scarpe più assurde.













