Liliane Tami

Commento alla parola del giorno , 20.11.2023

Primo Libro dei Maccabei e Vangelo di Luca.

1 Mac 1,10-15.41-43.54-57.62-64 Lc 18,35-43

La lettura e il vangelo del giorno possono essere analizzati in successione per meditare sul tema dell’alleanza tra Dio e l’uomo. La prima lettura, tratta dal libro dei maccabei, parla di come i piaceri e i divertimenti del mondo greco abbiano avvelenato il popolo d’Israele allontanandolo dalla retta via e la seconda parola, in modo opposto, parla di come l’incontro con Cristo abbia ridato vista ad un uomo cieco.

tempio di Gerusalemme

L’allontanarsi da Dio è fonte di corruzione, l’avvicinarsi a lui consente invece di aprire gli occhi e redimersi dalle tenebre. Nella prima lettura si parla del Re seleucide Antioco d’Epifane ( 215-a.C. 164 a.C.), che cercò di conquistare ed ellenizzare l’intero medio oriente. Col suo esercito distrusse gli egiziani tolomei e si incoronò a sfregio faraone. In seguito, essendo un abile stratega, cercò di distruggere la cultura ebraica a Gerusalemme per mezzo della seduzione. In termini polemologici la sua fu una guerra di terza generazione, ed è ciò che pare stia avvenendo oggigiorno all’intero occidente, che sta soccombendo sotto al peso del godimento. Antioco d’Epifane trasformò il tempio in un luogo per giochi ginnici e altri piaceri triviali, eresse monumenti a Giove ed agli Dei e distrusse tutti gli arredi riconducibili al Dio d’Israele ed alla cultura ebraica. Il malvagio – ma piacente e generosissimo- sovrano Antioco d’Epifane, radice della corruzione, ben sapendo che conquista più il miele della spada, sedusse gli ebrei offrendo loro i piaceri del mondo ellenico, che col suo predecessore Alessandro Magno era giunto al suo apice. Il Re Antioco indusse al peccato la stirpe d’israele con suntuose feste e banchetti, con seducenti ierodulie ( prostitute sacre) e baccanali, facendo rinnegar loro la propria alleanza con Dio. Le genti, corrotte dai piaceri mondani dei pagani, iniziarono a divertirsi guardando i giochi dei gladiatori nei circhi ed inebriandosi del luccicare dei corpi nudi degli atleti lottare al sole. Antioco, che fu anche implacabile con la spada, riuscì ad indurre il popolo d’Israele a rinnegare il patto con Dio offrendogli suntuose feste, ricchezze, frivolezze e ogni genere di piacere. Quando i greci sapevano divertirsi! Quant’era bello celebrare l’amore con vanità e deliziosa lussuria benedetta da Afrodite! E così, ammaliati dal lusso e legittimando con l’intelletto i godimento della carne, molti ebrei giunsero a tradire la propria fede ardendo sui roghi i libri della legge.

Come esiste l’apostasia e il rinnegare la propria fede per godere dei piaceri effimeri, esiste anche la possibilità di guarire dalla cecità chiedendo aiuto a Cristo. L’attuale società, come durante l‘era di Epifanio, è piena di seduzioni: Bacco, che ci vuole inebriati e sorridenti, ci chiama di continuo e anche la bella Afrodite, col suo sguardo seducente e il corpo perfetto, fatto per essere spogliato e baciato, ci tenta costantemente riempendoci di doni ed attenzioni. Il vangelo di oggi, dopo alla caduta negli abissi più oscuri del popolo d’Israele, sedotto dalla bellezza della libertà e la sensualità ellenica, ci dona speranza parlandoci di un uomo guarito dalla cecità grazie alla fede. Sovente, come il cieco di questo racconto, siamo incapaci di vedere ciò che davvero conta nella vita, ossia il vivere in modo retto, praticando la carità e rispettando l’alleanza con Dio.

decadenza dell’impero romano pagano