Liliane Tami

Vangelo del giorno 21.11.2023 – La mano di Gesù

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 12,46-50

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

Le mani sono la parte del corpo attraverso cui l’essere umano manifesta la propria volontà, nel bene e nel male. Con la mano Eva ha raccolto il frutto proibito: dice Dio, infatti, riferendosi al peccato Originale,: “ Ecco l’uomo, è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!” ( Gn 3,22) La mano è una parte del nostro corpo di primaria importanza, infatti nelle scritture la parola “mano” è presente in 826 versetti. La mano può servire per far giuramenti, come nel curioso caso in cui il servo pone la mano sotto alla coscia di Abramo ( Genesi 24,2) o per benedire, oppure, appoggiandola sulla testa degli animali, per sacrificarli (Levitico).

Le nostre mani possono essere usate per fare peccato o per benedire, per uccidere o per promettere alleanza a Dio: sta a noi adoperare il libero arbitrio per metterle a servizio del bene. Gesù, come ci attestano i vangeli, fa ampio uso delle mani, ed in particolare per guarire gli ammalati e benedire. L’imposizione delle mani, infatti, è un elemento centrale di tutto il ministero di Cristo. Marco ( Mc 7, 32) ci spiega, infatti, come molte persone portino a Gesù i malati chiedendogli l’imposizione delle mani. In Matteo (Mt 9,18-26) Gesù prende per mano la figlia di Giairo e la risuscita.

Proprio queste mani, quando Gesù è stato messo in croce, sono state ferocemente trafitte da chiodi. L’immagine delle mani sante, di queste dita divine che tanto hanno trasmesso il bene attorno a sé, (prodigandosi nel guarire e nel benedire dando gioia, ristoro e facendo risorgere) insanguinate, devastate e trafitte con veemenza dalla furia dei soldati romani non può che far sussultare i nostri cuori. Nel vangelo di oggi, però, le mani di Cristo non toccano, non benedicono e non guariscono, bensì, indicando i discepoli, divenendo simili ad uno specchio. Nel gesto della mano di Gesù verso alla folla infatti si riflette l’immagine di chi, amandolo, ha deciso di seguirlo ed imitarlo divenendo suo fratello, suo genitore, sangue del suo sangue. Lo specchio rimanda all’osservatore il proprio volto: in modo analogo anche Gesù, con questo gesto della mano, rimanda ai discepoli che desiderano la comunione con lui la loro stessa immagine. In ogni momento della nostra vita la mano di Gesù ci indica e, come uno specchio, ci ricorda il legame di sangue che unisce.

dott.Ssa Liliane Tami