Le gambe femminili, in Europa, sino a due secoli addietro, sono sempre state ornate dalle gonne per una questione di comodità. Il 7 novembre 1800, a causa della Rivoluzione Francese che ha scardinato tutti i valori tradizionali, presso le prefetture francesi sono state varate delle autorizzazioni che, per la prima volta, assecondavano il capriccio delle donne di emulare l’uomo indossando i pantaloni. Il femminismo, sfrattando le donne dal focolare e dai lavori domestici per sbatterle in officina o in ufficio, ha ben apprezzato questa nuova usanza. Non a caso, durante l’epoca vittoriana, le operaie sfruttate delle tristissime fabbriche della città di Wigan dovevano portare i pantaloni della tuta,e certamente invidiavano assai le comode gonne delle donne che si occupavano serenamente di crescere in casa la numerosa prole o di lavorare la terra nei possedimenti di famiglia. I pantaloni, rigorosamente in tessuti naturali, con le pinces e la vita altissima, sono divenuti moda solo nel 1900, grazie alle importanti icone del tempo, come con la stilista Coco Chanel, la scrittrice George Sand e svariate attrici come Marlene Dietrich o Greta Garbo.
Per quanto l’uso del pantalone da parte di una donna sia quindi un sintomo della grama “emancipazione” femminile che l’ha resa libera di farsi schiavizzare dal capitalismo anziché servire in famiglia, questo capo ha comunque avuto un grande successo … perchè è tremendamente sensuale ed elegante, se saputo portare in modo degno e consapevole. Il pantalone a vita alta, stirato con la riga in mezzo (con o senza risvoltino, più o meno lungo) permette alla donna di stringere il punto vita, mettendo in risalto il seno ed i fianchi. Grazie al pantalone a vita alta, che sta bene sia alle ragazze magre che a quelle più in carne, permette di esibire al meglio l’agoniata “forma a clessidra” tipica di Brigitte Bardot e Sophia Loren.
I PANTALONI A VITA BASSA E LA MORTE DELL’ELEGANZA
La decadenza dell’uso del pantalone elegante a vita alta è avvenuta negli anni 70, quando Jimi hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison ed altri musicisti hanno iniziato ad indossare i jeans a vita bassa. Nel 2001 Britney Spears, coi suoi pantaloni così bassi da coprire appena i peli pubici ha sdoganato al grande pubblico quest’usanza oggi ancora di grande moda, benché ugualmente inelegante sia per le donne che per gli uomini. Nel 2004 il legislatore Derrick Shepherd , nello stato della Louisiana, ha invano tentato di rendere illegale la moda dei pantaloni a vita bassa, ma si sa, le masse sono modaiole quindi questa proposta è stata respinta. Anche Hampton Roads, in Virginia, nel 2005 ha proposto un disegno di legge che vietasse i pantaloni a vita bassa perchè s’era giustamente accorto che esibire perizoma, mutande e mutandine fosse di cattivo gusto. In nome di un insensato e feticista culto della Libertà d’espressione, la sua proposta è stata bocciata. Nel 2003, il dottor Malvinder S. Parmar , sulla rivista medica Canadian Medical Association Journal ha scritto che i pantaloni stretti a vita bassa possono strofinare troppo sull’inguine sino a causare malattie come la meralgia parestesica. Il danno più grave non riguarda però la salute, bensì l’umana decenza: la vita bassa dei pantaloni ha inaugurato la ripugnante era dei pantaloni cascanti sotto al sedere.
LE MUTANDE IN VISTA: ATROCE
L’uomo – e la donna- che portano pantaloni così bassi da mostrare al cosmo i boxer o le mutande riguardano un triste capitolo dell’esistenza umana. Non è un caso che oggi, in un periodo di totale anarchia estetica, una fashion blogger amante dei LEGGINGS ( vade retro satana) daltonica come la Chiara Ferragni copuli con un essere coi pantaloni al ginocchio come Fedez. Coppie eleganti come Wallis Simpson ed il Duca di Windsor, oramai, sono rarissime, ed assolutamente evitate dai mass media che propongono perlopiù imbecillità e brutture che sviliscono ed involgariscono il genere umano anziché abbellirlo ed elevarlo. Per amore dell’Europa, paese che ha portato il ben vestire nel mondo, si deve affinchè non si riproducano, perchè , purtroppo, il malvestire è una questione ereditaria, siccome legato alla cattiva educazione estetica impartita dai genitori.
Liliane Tami

hqcity













